100 SECONDI DI SOPRAVVIVENZA E ALTRE STORIE

Durante i duri mesi del lockdown, il mio amico attore e drammaturgo Marco Tulipano mi ha coinvolta in un bellissimo progetto: #100secondidisopravvivenza. 
100 secondi è una serie a episodi che attualmente pubblichiamo sulla pagina facebook 100 secondi di sopravvivenza e altre storie
Protagonista della serie è una coppia scoppiata che, nell’area ristretta dell’appartamento dove vive, affronta ogni sorta di argomento con uno stile divertente da teatro dell’assurdo.
Siccome il progetto è partito durante il lockdown, dal punto di vista formale la serie è molto particolare perchè ognuno di noi gira la sua parte a casa propria senza alcun contatto con l’altro.
In fase di montaggio lo schermo è diviso in due quadri; espediente che non fa altro che aumentare la percezione dell’incomunicabilità fra i personaggi.
Nel corso del tempo sono nati altri personaggi come La Carla (Ornella Ventura) e lo psicologo (Giulio De Andreis).

Sulla pagina pubblichiamo anche “altre storie” di tono diverso, come, ad esempio il monologo di Marco Tulipano “Perchè mi dovrei spogliare”

oppure i monologhi agri di Marco Tulipano come questo “Ce la faremo”

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I vincitori di Bookciak azione! 2019

 

La giuria è stata guidata dal grande illustratore Lorenzo Mattotti, con lui la regista Wilma Labate, la giornalista Teresa Marchesi e il produttore Gianluca Arcopinto.
La premiazione dell’ottava edizione si è svolta il 27 agosto 2019, nel corso di una serata con la stampa nell’ambito delle Giornate degli Autori alla Mostra del cinema di Venezia.

I VINCITORI

Elisa e Serena Lombardo per Memorie, liberamente ispirato al romanzo “La lettrice di Čechov” di Giulia Corsalini (nottetempo).

Aurora Alma Bartiromo per Eroico, liberamente ispirato al graphic novel “War painters, 1915-1918. Come l’arte salva dalla guerra” di Laura Scarpa (ComicOut).

Gli allievi del 2° anno del CSC Animazione (Centro Sperimentale di Cinematografia Piemonte) per La memoria nel corpo liberamente ispirato all’omonima raccolta di poesie di Antonella Sica (Rayuela Edizioni).
Guarda il video

Per la sezione MEMORY CIAK in collaborazione con LiberEtà e SPI-CGIL, Elettra White per Napoli Reload, liberamente ispirato a “La bella Sulamita” di Renato Gorgoni (Edizioni LiberEtà).


‏BOOKCIAK, AZIONE! 2019 TORNA A REBIBBIA

Volti, di Dika C., Gabriella C., Julieta D., Ilona D., Giuliana R., Edith C., Maria S. Renata.è il bookciak vincitore di questa speciale sezione del nostro premio, firmato dal gruppo di detenute delle classi comprese tra I° e V° anno, coordinate dai docenti Claudio Fioramanti e Lucia Lo Buono. Liberamente ispirato al graphic novel “War painters, 1915-1918. Come l’arte salva dalla guerra” di Laura Scarpa (ComicOut).

 

 

“La memoria nel corpo” selezionato per il Premio Bookciak, Azione! 2019

Premio Bookciak, Azione! 2019: aperte le iscrizioni e svelati i titoli a cui ispirarsi

Realizza un bookciak e vinci la vetrina del Festival di Venezia. Al via le iscrizioni per partecipare alledizione VIII del premio Bookciak, Azione! evento di pre-apertura delle Giornate degli Autori con SNGCI e SPI/CGIL che si svolgerà il prossimo 27 agosto alla villa degli Autori al Lido di Venezia.

Una grande festa alla vigilia della 76esima Mostra del cinema (dal 28 agosto al 7 settembre) insieme ai giornalisti accreditati al festival e agli addetti ai lavori, durante la quale saranno proiettati i bookciak vincitori: video di max 3 minuti ispirati a romanzi, graphic novel e questanno anche poesie. Perché quello dei bookciak è un formato del tutto innovativo e sperimentale che, diversamente dai book trailer, punta ad esaltare gli aspetti emotivi e visionari del testo, avvicinandosi ai territori della video arte.

Bookciak, Azione!, diretto da Gabriella Gallozzi, nasce per offrire ai giovani filmmaker una importante vetrina come il Festival di Venezia. La partecipazione è gratuita e aperta a concorrenti di non oltre 35 anni.

A scegliere i bookciak vincitori sarà la giuria permanente del premio composta dalla regista Wilma Labate, dalla critica cinematografica Teresa Marchesi e dal produttore indipendente Gianluca Arcopinto. Al loro fianco sarà un/una presidente di giuria che annunceremo nei prossimi mesi. Nelle precedenti edizioni si sono avvicendati Ugo GregorettiCitto MaselliEttore ScolaGabriele Salvatores, Ascanio Celestini, Daniele Vicari e Lidia Ravera.

Due saranno le sezioni speciali anche questanno. Una ad hoc aperta alle detenute del liceo artistico statale Enzo Rossi presente nella casa circondariale femminile di Rebibbia a Roma. E la terza edizione di Memory Ciak, sezione dedicata alla memoria e realizzata in collaborazione con LiberEtà, casa editrice dello Spi-CGIL, con lobiettivo di mettere a confronto le generazioni sui temi del lavoro e dellimpegno sociale e civile.

Questi i titoli a cui ispirarsi per realizzare i bookciak:

POESIE

La memoria nel corpo (Rayuela Edizioni) di Antonella Sica

La memoria nel corpo è una raccolta di poesie. Brevissimi racconti che germogliano dai ricordi; dai corridoi di un collegio dove una bambina aspetta un padre che non arriverà mai, dalla stanza della nonna dove una donna cerca una sua identità non sottomessa, dal racconto di un amore pieno di slanci e arresti.

GRAPHIC NOVEL

War painters

1915-1918 Come larte salva dalla guerra (ComicOut) di Laura Scarpa

Un graphic novel fra le trincee della Grande guerra con i pittori che, al seguito dei reggimenti, sono impegnati a raccontare il fronte nello spazio-mondo di una cartolina. Anna Colemann Ladd, scultrice che nel 1918 ricostruirà i volti distrutti di molti soldati con delle maschere-protesi di rame. E ancora soldati italiani e austriaci che per un momento dimenticano di essere nemici. Tre storie di guerra prese dalla realtà, che parlano dei lutti e di come larte cerchi, e a volte possa, aiutare a superarli o a lenire il dolore.

ROMANZO

La lettrice di Cechov (nottetempo) di Giulia Corsalini

Nina è ucraina, ha quarantanni, una figlia e un marito malato. Ha studiato, ama la letteratura e ?echov, ma è povera e non può mantenere la famiglia. Costretta a trasferirsi in Italia trova lavoro come badante. Una piccola svolta del destino la porterà a collaborare con un carismatico professore di slavistica. Colpisce al cuore questa esistenza minima, fatta di coraggio senza testimoni e, soprattutto, di dignità senza pretese come quella delle donne che ogni giorno mandano avanti il mondo.

SEZIONE MEMORY CIAK

La bella Sulamita (LiberEtàdi Renato Gorgoni

A Napoli, scatola magica da cui estrarre fame, delusioni, ma anche riscatto e identità, una banda di ragazzini si scrolla di dosso la pagliacciata del fascismo, addentando la vita a morsi prima che la guerra gliela rubi. La ribellione avrà una firma collettiva: la storica figurina Perugina de La bella Sulamita, che con Il feroce SaladinoCrik e Crok e Shanghai Lil, erano parte dellimmaginario di unItalia povera, divisa tra cupo conformismo e ribellione.

La sezione Memory Ciak è gemellata con Spi-Story, concorso internazionale di cortometraggi organizzato da LiberEtà e Spi-CGIL.

Ogni concorrente, per realizzare il suo bookciak, potrà scegliere un solo titolo tra questi.

Per partecipare è necessario iscriversi entro e non oltre il 15 giugno 2019 inviando mail a info@bookciak.it, con i propri dati e specificando quale libro si è scelto.

I bookciak andranno consegnati via mail entro il 10 luglio 2019.

I bookciak vincitori saranno proiettati la sera del 27 agosto 2019 nel corso dellevento di pre-apertura delle Giornate degli Autori, alla Villa degli Autori del Lido di Venezia, Lungomare Marconi, 56.

Sito ufficiale del Premio

“Buttate la poesia tra le gambe di una donna che passeggia” di Elisa Longo

Le parole di Elisa Longo hanno un corpo e occhi profondi e scuri come i suoi: sono secche, sudate e lucide come il dorso di La mula Peppina, la poesia che apre la silloge, dove la piccola protagonista – come una novella don Chisciotte – sciabola parole nell’aria, cresce con l’aglio e sogna “in groppa ad una mula che sogna anche lei.”
Le sue liriche sgorgano dalle arsure della terra che le ha dato nascita e nome
(Sei terra affondata, /sei luna, sei ombra, /e mi fai salpare.). Una terra che ha corpo di donna “seni floridi,/collinette o coppe grandi” violentata in nome di un incomprensibile progresso “Fili elettroshock corrono per i campi./I capezzoli sono cementati,/e colano cicatrici profonde, /percorsi di camion cittadini.” Una poesia terragna, matrilineare, che cresce intorno a figure femminili forti e accoglienti “Marchiata dalla mia testimone allo specchio,/ aspetto i miei giorni/ che vengono con i tuoi, /e già insegnano un futuro che reclama coraggio.”
Nella seconda parte della silloge il panorama cambia, la bambina-guerriera non è più sul dorso della mula ma sulla metropolitana di Milano e la poesia, nella lirica che è espressione della sua poetica (Poesia), diventa “il suono di chi non ha parole”; inutile vestirla come una sposa, inciamperebbe nel suo strascico. La poesia, scrive Elisa, va buttata “tra le gambe di una donna che passeggia.” E sono belle le donne di Elisa, vive e gioiosamente imperfette: “Dove finiscono le ragazze del metrò?/ Portano la vita in braccia sventolate,/in bocche aperte una sull’altra./Eccole sopra la musica nelle cuffie.”
Una poesia, quella della Longo, orgogliosamente femminile mai consolatoria o sentimentale. Le sue liriche d’amore sono passionali (La tua ugola è il sole nella baia /e le lingue come due balene / giocano a rincorrersi, sprofondano, / riemergono a prendere fiato) e al contempo nitide nel tracciare un confine fra il suo corpo e quello dell’altro: “Sarò quella che sono perché / il fiume non scorre al contrario / e tu non mi amerai mai / perché lo voglio;” e ancora: “Potrà esserci un noi, / per quanto non so, / e solo se,/ io sono io e tu sei tu, / risucchiati e al netto di tutto.”

La silloge di Elisa Longo è in vendita su Amazon

Aquarius – poesia

Non c’è terra fra noi, ti vedo
retroilluminata nel nuovo Display
da 27 UltraHD (3840 x 2160 p)
riprodotta da una tavolozza
di 1,7 miliardi di colori senza odori
e un contrasto dinamico
davvero eccezionale

distesa nel sonno stringi un bimbo
non sento il rumore assordante
della nave, l’indifferenza del sole
alla dignità in ombra, il fremito
e il lamento dei corpi intorno, il sale
che asciuga il battito nel petto

nel mio sistema integrato in grado
di creare un panorama audio
assolutamente unico e coinvolgente
sento solo una voce che dice
che il mare ti culla in questo viaggio
all inclusive nel Mediterraneo. Spengo.
Bevo un sorso di birra fredda e boccheggio
nel mio stagnante Primo Mondo:
Acquario italiano

17/06/2018

TEATRO “L’ombra – per Medea e tutte le altre” Venerdì 29 giugno 2018 ore 21:00 – Palazzo Ducale – Sala del Munizioniere – Genova

OFFICINA BIANCHINI

L’ombra – per Medea e tutte le altre

da un’idea di
Emi Audifredi
regia e elaborazione drammaturgica
Cecilia del Sordo

con
Antonella de Gaetano
Gabriella Picciau
Marina Savoia

fotografie di
Giampiero Crozza

Riflessioni sul progetto L’OMBRA
“La madre buona e la madre cattiva nascono dalla stessa pianta, rami di un albero sotto cui sedersi a cullare il proprio bambino; un albero di cui respirare la frescura o in cui impigliarsi i capelli.”
Noi ci occupiamo di teatro. E il teatro per noi è essenzialmente questo: un mezzo per dare voce, per aprire squarci nella tela e guardare oltre, lavorare contro il luogo comune, lo stereotipo, lo stigma. Il teatro noi lo rifondiamo ogni volta: rituale catartico collettivo arcaicamente indispensabile all’umano.
La maternità, dicono le donne, può essere gioia, pienezza, stato di grazia. Ma anche fatica, ansia, dolore. E solitudine. Ci è richiesto di essere acqua e roccia, madre e padre. Ci è richiesto di essere belle, brave, efficienti. Ci viene lasciato credere che sarà facile, che l’istinto materno ci guiderà. Ma non è tutto qui. E talvolta l’ombra prende il sopravvento.
Sull’argomento della maternità e sulla sua parte profondamente oscura c’è molto da esplorare, molto da dire. C’è da scendere nei sottoscala bui delle motivazioni, frugare negli scatoloni impolverati delle responsabilità, riflettere su come tutto ciò possa arrivare a declinarsi in tante forme anche incruente di figlicidio.
E’ necessario soffermarsi sul significato di ruoli, bisogni, immaginario negato e identità negate.
Con la performance L’Ombra noi vogliamo dare voce a tutto questo, forti della convinzione che la maternità debba essere spogliata da tutti i luoghi comuni che la mascherano e la soffocano. La maternità è una scelta privata e un fatto essenzialmente intimo, ma al contempo qualcosa che la società tutta deve proteggere e di cui deve farsi carico.
(Emi Audifredi)

Sinossi
Un palco nudo. Tre donne incinte. Tre figure femminili chiamate a confrontarsi con le tante sfaccettature che le abitano.
Tre anime impegnate ad affiancarsi, stimolarsi, provocarsi, sostenersi, proteggersi, interrogarsi, insinuare dubbi l’una nell’altra, dialogare in un divenire emotivo e ritmico.
Le tre donne si inoltrano in un percorso lastricato di voci e di false certezze, di vissuti, di inquietudini e di contraddizioni creando squarci nell’ordito dei luoghi comuni e dei falsi miti che proliferano intorno alla maternità a discapito delle donne, chiamate a vivere il loro quotidiano di madri troppo spesso in totale solitudine.
Se, come dicono le donne che ascoltiamo, l’ombra esiste in ciascuno di noi, è solo riconoscendola che possiamo renderla innocua e contenerla entro i suoi confini. Il rischio di cadere nell’abisso dell’ombra si concretizza ogni qual volta una donna è troppo debole per far fronte alle aspettative di una società altamente condizionante; troppo assediata dalle difficoltà materiali e da antiche ferite interiori per affrontare la trasfigurazione della propria maternità; troppo sola a misurarsi con il falso mito dell’istinto materno e con l’implodere delle dinamiche relazionali con il proprio compagno.
Vogliamo riflettere e interrogarci sulle radici della relazione totalizzante col proprio “frutto d’amore” che è necessario riconoscere come altro da sé attraversando le necessità, le pressioni, le frustrazioni della vita reale. Ciò determinerà il successo o la negazione della relazione diadica primaria e più antica, quella fra la madre e il figlio.

Il linguaggio scenico
Partendo dal testo la parola si distilla in azione, le azioni evocate si traducono in catene di reazioni e relazioni fisiche, l’emotività è lo spunto per la messa in forma, organicamente organizzata, degli impulsi che materializzano la vita suggestiva e concreta della scena.
La narrazione procede con carattere di necessità e rigore attraverso gli svincoli, i nodi e gli snodi tematici e associativi che da essi derivano, dando vita a una partitura scenica teatrale fatta dalle armonie e dalle dissonanze che azioni, reazioni, disegno dei percorsi spaziali, vocalità, ritmi, colori, oggetti e silenzi sviluppano forgiando un filo di corrente tensiva potente e in continua metamorfosi…
Cerchiamo e ricerchiamo la via che rende la materia pulsante consapevole detonatore emotivo, rivelatore, in una dimensione teatrale poetica e cruda, emozionante.
(Cecilia Del Sordo)

Autori e testi di riferimento
Corrado Alvaro
Jean Anouilh
Emi Audifredi
Annalena Benini
Renée Bartkowski
Paul Celan
Cristina Comencini
Erri De Luca
Sergio Endrigo
Euripide
Ermanno Gallo
Emanuela Geraci
Franz Grillparzer
Erica Jong
Frédérick Leboyer
Pablo Neruda
Pindaro
Sylvia Plath
Ugo Riccarelli
Seneca
Antonella Sica
Edoardo Sanguineti
Rosella Simone
Rabindranath Tagore
Isabelle Tillmant
Christa Wolf
Virginia Woolf
Canzoni e filastrocche della tradizione popolare
La Sacra Bibbia
Proverbi e detti popolari
Suppliche e Preghiere Popolari contro ogni Male
Le voci delle donne partecipanti al seminario
“Madri: intorno a Medea e tutte le altre” (16/5/2015)