Corpi estranei di Antonella Sica, vincitore del Premio InediTO – Colline di Torino, è una raccolta poetica che scava con precisione spietata nelle fratture del lutto familiare. Al centro del testo, il corpo materno perduto diventa epicentro di una disgregazione che investe ogni aspetto dell’esistenza: i legami familiari, l’identità dell’io poetico, la casa e persino il linguaggio. Sica compone una mappa dell’assenza, dove l’intimità si fa luogo di estraneità e dove ogni dettaglio quotidiano si carica di una memoria dolorosa.
Attraverso immagini potenti e un lessico corporeo, la poesia si fa strumento di indagine fenomenologica più che di confessione. La voce poetica, frammentata e dissociata, si confronta con la parte infantile rimasta indietro nel trauma, in un dialogo interiore che è anche richiesta di riconciliazione. Il tono resta sempre sorvegliato, mai patetico, sempre lucido: è questa la “condanna alla luce” di cui parla Sica, l’impossibilità di sottrarsi alla verità, anche quando sarebbe più semplice rifugiarsi nell’ombra.
Una poesia che non consola, ma illumina. Non estetizza il dolore, ma lo espone nella sua materia viva.
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